Nuvole | Associazione Culturale Controchiave

 

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PROGRAMMA OPERATIVO DEL FONDO SOCIALE EUROPEO  – OBIETTIVO 2

COMPETITIVITA’ REGIONALE E OCCUPAZIONE REGIONE LAZIO 2007/2013

PROGETTO OBIETTIVO

“CITTADINANZA ATTIVA”

OBBLIGO FORMATIVO E COMPETENZE GENERALISTICHE

 

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NU.V.O.L.E.

 

NUOVI  VALORI ED OPPORTUNITA’ DEI LINGUAGGI ESPRESSIVI

 

Quando mi è stato proposto di lavorare a questo progetto e ho iniziato a leggerlo con attenzione, due frasi mi sono rimaste particolarmente impresse:

“si vuole fondare una “cartografia dinamica della conoscenza” nella quale il singolo o il gruppo ricostruisce frammenti di conoscenze e di esperienze e li rappresenta con i nuovi linguaggi”

“i formatori debbono progettare in maniera multidisciplinare le relative UFC utilizzando i linguaggi il più possibile attrattivi e immediati e privi del tecnicismo proprio di ciascuna disciplina”

Sul tavolo di lavoro c’erano le competenze di cittadinanza, le richieste del progetto che voleva che dai linguaggi dell’arte e della comunicazione uscissero “nuovi valori ed opportunità espressive”, e poi il teatro la musica il cinema ecc.

Dovevamo fare del del buon audiovisivo, del buon teatro, della buona musica, del buon cinema o fare di essi strumento di cittadinanza consapevole?

E se di questi linguaggi dovevamo fare strumenti di cittadinanza consapevole, in che modo dovevamo farlo per restituire quallcosa che non fosse già stato fatto?

 

L’APPROCCIO AL LAVORO

 

L’evoluzione stessa del linguaggio musicale occidentale racconta la frammentazione della contemporaneità, ma anche tramanda strutture musicali solidissime frutto di pensiero forte e critico. Dunque attraverso questi due elementi – frammentazione del linguaggio musicale e forme musicali solide – che esprimono il meglio del pensiero intellettuale dell’occidente, è possibile chiudere quel cerchio invocato dal progetto: il singolo o il gruppo ricostruisce frammenti di conoscenze e di esperienze e li rappresenta con i nuovi linguaggi, laddove la musica naturalmente si intende come linguaggio tra quelli comunemente adottati dai ragazzi.

 

Se dunque da un lato la musica occidentale racconta una frammentazione di sé stessa che è specchio del nostro tempo, dall’altro lascia strutture musicali (di pensiero) utili ad una riscrittura dinamica della conoscenza, della percezione, dell’analisi, della ricomposizione. E’ forse proprio da questo dualismo paradossale che viene la lezione più grande: solide tracce di memoria, l’unica in grado di salvare il pensiero critico e libero.